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Verifica quotidiana di una bilancia-limiti di accettazione
#1
Salve a tutti,

Sto preparando un modulo per la verifica quotidiana di una bilancia collegata ad un analizzatore elementare da impiegare per una prova da accreditare.
Ho deciso di effettuare la verifica quotidianamente onde evitare di dover invalidare le prove effettuate tra una verifica e la successiva in caso di esito negativo.
La bilancia presenta unità di formato al decimo di mg. Possiedo un certificato di taratura rilasciata da centro LAT con incertezza estesa della bilancia e 2 masse di riferimento (classe E2) da 1g e 0,5ganch'esse con certificato di taratura rilasciato da centro LAT (approssimativamente simili alla massa dei campioni che analizzo). Pensavo di procedere con 2 pesate per ciascun peso di riferimento. Il dubbio sorge sulla definizione dei limiti di accettabilità della verifica.
Cosa suggerite? Massa nominale dei pesi campione +- (incertezza bilancia + incertezza massa di riferimento)? Somma quadratica sotto radice? Considerando che le masse sono di classe E2.
Grazie a tutti

Specifico che l'incertezza della bilancia è appena superiore all'unità di formato: U = 0.15mg, unità di formato = 0.1mg.
Le masse di rif. invece presentano U = 0.0n mg.
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#2
Ho spostato la discussione nella sezione più congeniale.
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#3
(20-05-2014, 21:22)Luca1983 Ha scritto:  Salve a tutti,

Sto preparando un modulo per la verifica quotidiana di una bilancia collegata ad un analizzatore elementare da impiegare per una prova da accreditare.
Ho deciso di effettuare la verifica quotidianamente onde evitare di dover invalidare le prove effettuate tra una verifica e la successiva in caso di esito negativo.
La bilancia presenta unità di formato al decimo di mg. Possiedo un certificato di taratura rilasciata da centro LAT con incertezza estesa della bilancia e 2 masse di riferimento (classe E2) da 1g e 0,5ganch'esse con certificato di taratura rilasciato da centro LAT (approssimativamente simili alla massa dei campioni che analizzo). Pensavo di procedere con 2 pesate per ciascun peso di riferimento. Il dubbio sorge sulla definizione dei limiti di accettabilità della verifica.
Cosa suggerite? Massa nominale dei pesi campione +- (incertezza bilancia + incertezza massa di riferimento)? Somma quadratica sotto radice? Considerando che le masse sono di classe E2.
Grazie a tutti

Specifico che l'incertezza della bilancia è appena superiore all'unità di formato: U = 0.15mg, unità di formato = 0.1mg.
Le masse di rif. invece presentano U = 0.0n mg.

Prove giornaliere mi sembra un po' eccessivo.. ma se avete il tempo di farlo sicuramente è una cosa ottima!
Partendo dal presupposto che la somma si può effettuare quadraticamente quando si stanno trattando variabili casuali e indipendenti, come per esempio vari contributi di incertezza.

Comunque non ho ben capito il problema, perchè vuoi aggiungere anche le incertezze?
Se vuoi effettuare delle verifiche intermedie (a scadenza giornaliera) puoi anche non considerarle le incertezze di taratura. A te interessa soltanto verificare se da un giorno all'altro ci sono differenze nelle misure (misure effettuate sempre con gli stessi campioni). Addirittura le masse potrebbero anche essere non tarate, tanto a te non interessa la misura di per se ma ti interessa una differenza di misura da un giorno all'altro.
L'incertezza la vai ad applicare se vuoi TARARE GIORNALMENTE la tua bilancia. In quel caso introduci il contributo d'incertezza dei tuoi pesi.
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#4
Grazie per il suggerimento!
Procederò allora in modo semplificato, considerando come accettabile una variazione di 2 decimi di mg dalla massa nominale (che corrisponde all'incertezza della bilancia arrotondata).

La taratura per ora la lascio fare al centro LAT accreditato con frequenza annuale, e in futuro preparerò una procedura per farla internamente!
Immagino che una volta preparato il foglio di calcolo sia una passeggiata per poi eseguirla per tutte le bilance del laboratorio.
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#5
(21-05-2014, 18:13)Luca1983 Ha scritto:  Grazie per il suggerimento!
Procederò allora in modo semplificato, considerando come accettabile una variazione di 2 decimi di mg dalla massa nominale (che corrisponde all'incertezza della bilancia arrotondata).

La taratura per ora la lascio fare al centro LAT accreditato con frequenza annuale, e in futuro preparerò una procedura per farla internamente!
Immagino che una volta preparato il foglio di calcolo sia una passeggiata per poi eseguirla per tutte le bilance del laboratorio.

Perfetto, ti metti tutte le tue misure su un file excel e vedrai che otterrai un bel grafico della deriva della tua bilancia Wink

Dopo che hai acquisito uno storico abbastanza grande di misura (qualche mese) potrai valutare quale sia la deriva "naturale" dello strumento e quindi adattare la tolleranza secondo quella deriva, in modo da riconoscere derive "estranee".
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#6
Scusa se mi intrometto nella discussione che ho avuto modo di leggere; mi occupo da quanche anno delle problematiche inerenti i criteri di accettabilità degli strumenti per pesare (bilance) e per essere più precisi bisogna fare alcune considerazioni:
se la bilancia è stata tarata da un laboratorio accreditato, immagino sia perchè interessava la qualità della sua misura espressa in temini di incertezza d'uso (che è a carico dell'utente), altrimenti non ne vedo il motivo; si consideri pure che la taraura effettuata da un centro LAT è garanzia di riferibilità sia per le masse utilizzate che per la procedura che è validata da ACCREDIA; dico questo perchè non è sufficiente avere le masse tarate per poter dire che la stima dell'incertezza della bilancia è fatta in modo adeguato.

Se così è allora l'accettabilità dovrebbe essere fatta confrontando l'incertezza di pesata d'uso e le/la proprie tolleranze/a (per esempio del proprio metodo analitico), nel senso che l'incertezza dovrebbe essere ragionevolmente più piccola delle proprie tolleranze.
Appurato questo, che vuol dire che la bilancia è adatta per quel metodo analitico, rimane il problema di verificare se nel tempo questa caratteristica (accuratezza di pesata) viene mantenuta; in questo caso si parla di verifica o controllo intermedio; questo si che potrebbe essere fatto anche con le due masse a disposizione (anche non tarate) perchè si trettarebbe di verificare che le pesate delle stesse fatte su quella bilancia nel tempo si mantengano entro certi limiti o dentro l'incertezza d'uso della bilancia che è poi la stessa incertezza che si può dare ad una qualsiasi pesata fatta con quella bilancia e quindi anche a quelle due o più masse utilizzate.
Spero di ever chiarito meglio i termini della questione, sperando di stimolare la discussione e mettendomi a disposizione per approfondire l'argomento qualora ce ne fosse bisogno.

"Qualità
è la carattiristica più vicina all'attesa del soggetto" - Aristotele
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#7
Ho aperto la sezione MASSA, quindi sposto al discussione.

grazie per la comprensione
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#8
Salve a tutti,
Garden67, ho letto con molto interesse la soluzione che hai dato sull'argomento in merito al controllo intermedio della bilancia.
Io mi trovo a dover verificare nel tempo, una bilancia ad una cifra decimale che tarata da un centro LAT presenta una incertezza di 0,08 g mentre l'incertezza d'uso da me calcolata è 0,09 g. La norma di riferimento mi dice che la risoluzione della bilancia dovrebbe permette di leggere una tollerenza dell'1 % (per 10 g dovrebbe poter leggere 0,1 g) . Il mio intervallo di accettabilità l'ho calcolato caratterizzando due masse all'interno del campo di misura (20% e 80 % del fondo scala) dopo la taratura del centro lat. In pratica ho eseguito 20 letture per ogni peso e ho accettato come intervallo di accettabilità +/- il valore massimo di scostamento rilevato durante le letture. Secondo te è un procedimento corretto?
L’unica cosa certa di una misura è la sua incertezza
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