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Gestione Incertezza di Misura da certificato esterno
#1
Salve a tutti, sono un nuovo iscritto nel vostro stupendo forum!

Mi occupo di metrologia in un laboratorio e sono di fronte ad una questione cui non riesco a trovare quadra:

Utilizzo uno strumento, mettiamo un termometro. Tale termometro viene tarato mediante centro accreditato Cool . Mi ritorna il certificato di taratura, in cui si presenta il valore di riferimento, il valore misurato, lo scostamento fra i due e l'incertezza dichiarata (più altri mille fattori).

Da bravo elaboro il certificato, considerando tutte le varie componenti d'incertezza secondo norma UNI CEI ENV 13005:2000. Mettiamo caso che il termometro presenti varie scale.

0-10°
10-20°
30-40°

Per ogni scala, c'è la misura di riferimento con i dati inseriti sopra (valore di riferimento, valore misurato, etc...). Nel presentare l'incertezza "elaborata" riferita, per esempio, alla scala 0-10°, sono solito utilizzare anche lo scarto: lo sommo al bilancio d'incertezza, dritto, dopo la radice. Quindi la mia ipotetica misura sarà

Vmis + INC (che comprende bilancio incertezza + scostamento).

Fin qui dovrebbe essere corretto, no?

Mettiamo caso che questo termometro poi io lo debba usare. E lo uso per misurare una temperatura di riferimento fittizia, della serie: la normativa prescrive 5°.

Io eseguo la mia misura. Misuro 4,5°. Eseguo il mio bilancio d'incertezza. Ho tutti i riferimenti. Scala 0-10°.

Vmis + (INC (dalla precedente elaborazione, quindi bilancio incertezza + scostamento di taratura) + scostamento misurato effettivo).

E' corretto? Non dovrei fare a meno di inserire lo scostamento relativo al centro di taratura, ma considerare solo il b.i. "grezzo" e sommarlo allora allo scostamento della misura effettiva??

Esiste qualche documento che mi dipani questi dubbi?

P.S: ipotesi di misura singola, lascio fuori dalla discussione ripetibilità varie.


Grazie!
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#2
Ciao benvenuto. Domattina ti rispondo con calma.
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#3
Grazie mille enrico!
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#4
(28-10-2015, 19:50)Zolla! Ha scritto:  Salve a tutti, sono un nuovo iscritto nel vostro stupendo forum!

Mi occupo di metrologia in un laboratorio e sono di fronte ad una questione cui non riesco a trovare quadra:

Utilizzo uno strumento, mettiamo un termometro. Tale termometro viene tarato mediante centro accreditato Cool . Mi ritorna il certificato di taratura, in cui si presenta il valore di riferimento, il valore misurato, lo scostamento fra i due e l'incertezza dichiarata (più altri mille fattori).



Citazione:Quali altri mille fattori??


Da bravo elaboro il certificato, considerando tutte le varie componenti d'incertezza secondo norma UNI CEI ENV 13005:2000.



Citazione:Che componenti di incertezza hai inserito?? Che tipo di distribuzione stai utilizzando??

Mettiamo caso che il termometro presenti varie scale.



0-10°
10-20°
30-40°

Per ogni scala, c'è la misura di riferimento con i dati inseriti sopra (valore di riferimento, valore misurato, etc...).



Citazione:Non conosco termometri con scale di questo tipo

Nel presentare l'incertezza "elaborata" riferita, per esempio, alla scala 0-10°, sono solito utilizzare anche lo scarto: lo sommo al bilancio d'incertezza, dritto, dopo la radice.


Citazione:Ammesso ma non concesso, l’errore (scarto lo devi utilizzare come correzione durante l’utilizzo del termometro.


Quindi la mia ipotetica misura sarà

Vmis + INC (che comprende bilancio incertezza + scostamento).

Fin qui dovrebbe essere corretto, no?



Citazione:Si più o meno corretto. Ad esempio l’INC è da intendersi + o – e non solo +, come ti dicevo lo scostamento lo dovresti utilizzare come correzione.


Mettiamo caso che questo termometro poi io lo debba usare. E lo uso per misurare una temperatura di riferimento fittizia, della serie: la normativa prescrive 5°.

Io eseguo la mia misura. Misuro 4,5°. Eseguo il mio bilancio d'incertezza. Ho tutti i riferimenti. Scala 0-10°.

Vmis + (INC (dalla precedente elaborazione, quindi bilancio incertezza + scostamento di taratura) + scostamento misurato effettivo).



Citazione:Perdonami ma non ho capito. Comunque la tua misura avrà (come quella del Centro che ti ha fatto il certificato del tuo termometro) i seguenti dati: Temp. Di riferimento – Temp. Misurata – Scarto o errore – Inc riferita alla tua  misura (che come ti dicevo al limite può comprendere l’errore che ti ha indicato il centro di taratura).


E' corretto? Non dovrei fare a meno di inserire lo scostamento relativo al centro di taratura, ma considerare solo il b.i. "grezzo" e sommarlo allora allo scostamento della misura effettiva??

Esiste qualche documento che mi dipani questi dubbi?



Citazione:Puoi cercare qualche testo online con i motori di ricerca. Sul web troverai sicuramente qualche testo universitario o altri similari.


P.S: ipotesi di misura singola, lascio fuori dalla discussione ripetibilità varie.


Grazie!
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#5
Grazie per la risposta!

1. Ovviamente, per mille fattori intendo un iperbole, solitamente viene indicata la temperatura di misura e poco altro.
2. Per elaborazione del certificato, intendo un calcolo d'incertezza sulla misura eseguita dal centro. Le componenti saranno, ipotizzando come dati presenti nel certificato di taratura valore di rif, valore misurato, errore, incertezza, temperatura di misura: incertezza dichiarata (divisore 2), errore (non lo correggo, divisore radice di tre), influenza della temperatura (divisore radice di tre).
3. l'esempio del termometro era così per dire, prendi un qualcosa con le scale, se si preferisce, per esempio un multimetro. Ci saranno diverse scale e perciò diverse incertezze legate alla risoluzione del multimetro in quella determinata scala.

4. Ho letto, infatti non c'è chiarezza se l'errore sul riferimento deve essere trattato a contributo (quadratico?assoluto?) oppure usato a correzione della misura.

5. La domanda era proprio questa. Ricevo il mio strumento, elaboro il certificato. Incertezza sui 5 gradi, più o meno 0,1 risultante dal certificato (ho inserito l'errore sul riferimento -di taratura- come contributo in valore assoluto non quadratico, divisore da definire).

Utilizzo il mio strumento. Rilevo una temperatura, 5,2 gradi. L'incertezza che gli associo è quella elaborata (da me)? Comprendente un errore (non mio, non della mia reale misura) su un altra misura?

Ecco il nocciolo della questione.
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#6
L'incertezza associata alla tua misura è quella da te calcolata, che comprende (se non lo utilizzi come correzione) l'errore del tuo termometro (riportato sul certificato), sommato nella sua interezza ai restanti contributi.
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#7
OK! Quindi non quadratico? Nessun divisore? Sommato dritto dopo la quadratura?

Esiste qualche riferimento normativo?
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#8
EA 04/02
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