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Corretta forza per termometri a contatto
#1
Qual'è la corretta forza da applicare per termometri a contatto?
Ho notato che variando la forza con cui si mette a contatto la sonda varia anche la temperatura misurata (e non di poco!). Mi chiedevo quindi se esiste qualche dato nominale di quanto dovrebbe essere questa forza.

Grazie  Big Grin
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#2
Bella domanda! Anche io in passato ho avuto lo stesso problema. Non so se ci sono linee guida che indichino quanta forza applicare, penso che sia giusto applicare la forza necessaria al l'esecuzione di una buona misura che si avvicini al valore atteso.
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#3
Buonasera,
dando per scontato che è indispensabile utilizzare della buona pasta conduttiva, personalmente eseguo l'operazione utilizzando un supporto stativo, un foglio di carta bianca e della carta carbone.
Sovrappongo carta carbone e foglio bianco e  li frappongo tra la superficie di contatto e la sonda,
con lo stativo scendo a contatto premendo leggermente,
tolgo i fogli e vedo se l'impronta che ha lasciato è nitida o appena abbozzata e sopratutto se le due superfici a contatto sono parallele, se la marcatura è più evidente su un lato piuttosto che l'altro è evidente il mancato parallelismo tra le facce.
A quel punto se sono soddisfatte le condizioni metto un poco di pasta e ritorno a contatto cercando di raggiungere la stessa pressione.
Da parte nostra sono state condotte una serie di prove sperimentali con la carta carbone e una cella di carico e ci siamo fatti un set delle impronte lasciate alle diverse pressioni. abbiamo così una buona ripetibilità e riproducibilità. 
Al lato pratico direi che un paio di N sono sufficienti.
Undecided Quando la sonda è mal messa uso il bagno termostatico

"Per i più esigenti vi sono in commercio della Fuji dei marcatori a striscia, virano di colore a seconda della pressione esercitata e vanno da qualche cN a un paio di N. Mi si dice che funzionano bene."

Spero di essere stato utile.
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#4
Grazie Rino ottimo intervento. Sono metodi che non avevo mai preso in considerazione ed in futuro se ne avrò la necessità li proverò sicuramente.

Grazie
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#5
Grazie Rino! Sembri molto ferrato in materia!

La maggioranza dei calibratori di sonde a contatto (Fluke, Omega, Sika, ecc) dicono nelle specifiche che non è necessario utilizzare la pasta conduttiva. Tu suggerisci quindi lo stesso di utilizzarla?
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#6
(27-03-2015, 09:47)syndrome Ha scritto:  Grazie Rino! Sembri molto ferrato in materia!

La maggioranza dei calibratori di sonde a contatto (Fluke, Omega, Sika, ecc) dicono nelle specifiche che non è necessario utilizzare la pasta conduttiva. Tu suggerisci quindi lo stesso di utilizzarla?

Si comunque, migliorano la lettura e (per quel poco di volano termico) concede una migliore stabilità.
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#7
Ciao a tutti,
se posso vorrei fare una considerazione, secondo me la variabile maggiore durante la misurazione a contatto non è tanto la pressione quanto la deformazione che quest'ultima crea sulla superficie di contatto della sonda e il conseguente accoppiamento della sonda con la superficie da misurare.
Anche io come voi ho cercato di rendere "ripetibile" la misurazione, un'aiuto l'ho avuto utilizzando questo tipo di sonda a lamelle.
Questa sonda, ha le lamelle leggermente più lunghe dei "quattro contrasti" che andando in battuta con la superficie, le fanno "deformare" contribuendo ad una misura meno condizionata dalla pressione.
[Immagine: QBECe0C.jpg?2]
PS: Ovviamente non vendo sonde a contatto   Shy  
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