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Conferma Metrologica dei risultati del certificato di taratura
#1
Buon pomeriggio a tutti,
da pochissimo tempo mi sto interfacciando con il mondo della metrologia perchè mi è stato chiesto di stabilire all'interno dell'azienda in cui lavoro (non un laboratorio metrologico):
- come prima approccio, un criterio di accettabilità interno per tipologia di strumento (comparatori, calibri a corsoio, micrometri, dinamometri, etc...) per chiudere il processo di conferma metrologica (ossia rispetto a cosa vado a definire se il risultato del certificato di taratura va bene o no); Quest'esigenza nasce dal fatto che fino ad oggi il sistema di gestione è stato totalmente trascurato e quindi abbiamo quasi 1000 strumenti in regime di taratura per il quale non è stabilito un criterio di accettabilità;
- dopo di chè vorrei capire come si stabilisce il criterio di accettabilità strumento per strumento. Documentandomi ho visto che si procede prendendo la tolleranza richiesta alla grandezza che mi occorre misurare e dividendola per un fattore (3 o 5 o 10 in base a cosa si sceglie questo valore?). Proviene da qualche norma questo criterio???

Spero davvero che sappiate aiutarmi!!
Grazie a tutti
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#2
Ciao benvenuta

Ti invito a leggere questa discussione potrebbe esserti utile:

http://www.misurando.org/forum/T-criterio-di-accettazione-di-uno-strumento-di-riferimento

ora ne cerco altre.
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#3
Ciao Angela, benvenuta... anche quì troverai qualcosa.

http://www.misurando.org/forum/T-conferma-metrologica?highlight=conferma+metrologica

aiutati anche con la funzione di ricerca, in alto a destra dello schermo.
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#4
A dir la verità la discussione proposta da Polpi mi ha un po' confuso.
Io deve confermare che gli strumenti siano adatti (una volta eseguita la taratura e quindi avendo a disposizione il certificato) all'uso previsto e se non sbaglio questo è il concetto di conferma metrologica. Di conseguenza mi occorre di stabilire un metodo di accettabilità dei risultati ottenuti dal certificato di taratura, magari non basandomi sul certificato precedente (è l'unico modo? o andrebbe bene anche il metodo da me proposto:
Documentandomi ho visto che si procede prendendo la tolleranza richiesta alla grandezza che mi occorre misurare e dividendola per un fattore (3 o 5 o 10 in base a cosa si sceglie questo valore?). Proviene da qualche norma questo criterio??? - See more at: http://www.misurando.org/forum/T-conferma-metrologica-dei-risultati-del-certificato-di-taratura#sthash.iExETD2M.dpuf
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#5
Io seguirei il metodo del calcolo del limite di compatibilità.
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#6
Che riferimento normativo posso dare per questo metodo?
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#7
(20-06-2016, 09:54)Ang3l4_86 Ha scritto:  Io deve confermare che gli strumenti siano adatti (una volta eseguita la taratura e quindi avendo a disposizione il certificato) all'uso previsto e se non sbaglio questo è il concetto di conferma metrologica. Di conseguenza mi occorre di stabilire un metodo di accettabilità dei risultati ottenuti dal certificato di taratura, magari non basandomi sul certificato precedente (è l'unico modo? o andrebbe bene anche il metodo da me proposto:
Documentandomi ho visto che si procede prendendo la tolleranza richiesta alla grandezza che mi occorre misurare e dividendola per un fattore (3 o 5 o 10 in base a cosa si sceglie questo valore?). Proviene da qualche norma questo criterio???

È quel “di conseguenza” che mi manda un po’ in crisi.
Perchè, “confermare che gli strumenti siano adatti all’uso previsto, avendo a disposizione il certificato”, è una cosa,
ma “stabilire un metodo di accettabilità dei risultati ottenuti dal Certificato di taratura”, a me sembra sia una cosa diversa e non conseguente dalla prima.
Ma probabilmente non ho capito bene cosa intendi.
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#8
(24-06-2016, 17:58)Incerto Ha scritto:  
(20-06-2016, 09:54)Ang3l4_86 Ha scritto:  Io deve confermare che gli strumenti siano adatti (una volta eseguita la taratura e quindi avendo a disposizione il certificato) all'uso previsto e se non sbaglio questo è il concetto di conferma metrologica. Di conseguenza mi occorre di stabilire un metodo di accettabilità dei risultati ottenuti dal certificato di taratura, magari non basandomi sul certificato precedente (è l'unico modo? o andrebbe bene anche il metodo da me proposto:
Documentandomi ho visto che si procede prendendo la tolleranza richiesta alla grandezza che mi occorre misurare e dividendola per un fattore (3 o 5 o 10 in base a cosa si sceglie questo valore?). Proviene da qualche norma questo criterio???

È quel “di conseguenza”  che mi manda un po’ in crisi.
Perchè, “confermare che gli strumenti siano adatti all’uso previsto, avendo a disposizione il certificato”, è una cosa,
ma “stabilire un metodo di accettabilità dei risultati ottenuti dal Certificato di taratura”, a me sembra sia una cosa diversa e non conseguente dalla prima.
Ma probabilmente non ho capito bene cosa intendi.

Allora, sicuramente ho le idee un po' confuse.
Mi occorre innanzitutto capire come si stabilisce se lo strumento è adatto all'uso previsto.
Dopo di chè ho necessità di stabilire il criterio di accettabilità, ossia la conferma metrologica, dei risultati del certificato. In altri termini la precisione (scostamento massimo ammesso) rispetto al valore di riferimento (strumento campione) richiesta allo strumento all'interno del mio processo. Questo perchè il mio capo dice che non vuole prendere come riferimento massimo l'accuratezza dello strumento da specifica del costruttore, ma bensì dice: "magari io non ho bisogno di utilizzare al massimo delle sue potenzialità lo strumento. Di quanto mi posso discostare dal dato del costruttore.
Ad esempio:
Ho un Gaussmetro+sonda utilizzato sulla linea con accuratezza in lettura (letto sul Datasheet dello strumento): +/- 0,75 (in DC).
Dall'ultimo certificato di taratura: mi risulta fuori specifica. Ossia lo scostamento nel range di mio interesse è maggiore di 0,75 Gauss.

Ora mi è stato detto ma io ho necessità che sia per forza sotto a 0,75? non posso avere una precisione meno restittiva?
Aiutatemi a capire come posso ragionare in tal senso. Come ottenere il mio limite massimo. Questo intendevo per accettabilità. Si può assimilare questo concetto alla riproducibilità e quindi fare una Gage R&R? (magari ho detto una sciocchezza)

Da specifica tecnica del nostro prodotto(fabbricato in azienda) ho che il mio prodotto deve resistere fino a 300 Gauss applicati (quindi non ho una tolleranza, bensì un >300 G).

Spero di essere stata più chiara e che possiate darmi una grande mano. Grazie mille
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#9
(27-06-2016, 08:29)Ang3l4_86 Ha scritto:  Mi occorre innanzitutto capire come si stabilisce se lo strumento è adatto all'uso previsto. Dopo di chè ho necessità di stabilire il criterio di accettabilità, ossia la conferma metrologica, dei risultati del certificato.

Per quel (molto) poco che so:
La Conferma Metrologica non è UNA cosa, una singola operazione.
È una SERIE di cose:
- Stabilire se lo strumento sia adatto all’uso
- Stabilire un criterio di accettabilità per lo strumento
- Stabilire un criterio di accettabilità dei risultati di un certificato
- ...
Sono fasi della Conferma Metrologica.

La definizione di Conferma Metrologica della norma ISO 10012 è: "insieme delle operazioni richieste per garantire che un dispositivo per misurazione sia conforme ai requisiti per l'utilizzazione prevista."

Quindi devo:
a) stabilire i requisiti che lo strumento di misura deve soddisfare;
b) definire cosa faccio per accertare l'adeguatezza dello strumento ai requisiti che ho stabilito.

Per il punto a)
Un preciso riferimento normativo universalmente valido per stabilire i requisiti che uno strumento di misura deve soddisfare, non credo esista, ci sono troppe variabili da considerare.
Ci sono dei metodi sull’Analisi dei Sistemi di Misurazione (MSA) che tengono conto della norma ISO/TR 14253  riguardante i criteri per la definizione delle zone di conformità, ambiguità e non conformità considerando i valori di tolleranza prescritti e il valore di incertezza del sistema di misurazione... ma c’è da uscire matti

Prima di tutto, credo si debba capire quale sia l’uso:
Una cosa del tipo:
Lo strumento S mi serve per misurare la grandezza 100
La grandezza 100, per me, per l’uso che ne faccio, ha una Tolleranza di ± 1

Come avevi scritto anche tu e come si trova in giro per il forum, un metodo per stabilire il criterio di accettabilità di quello strumento potrebbe essere quello di calcolarsi il rapporto tra la tolleranza richiesta e l'incertezza di misura dello strumento.

Tanto per dire:
Lo strumento S mi serve per misurare 100
La grandezza 100 ha una Tolleranza di ± 1
Di conseguenza:
Considero lo strumento S accettato se il rapporto tra la tolleranza e l'incertezza di misura è ≤  (ipotesi) 1/5 della Tolleranza.

http://www.misurando.org/forum/T-tur-test-uncertainty-ratio

Quindi, secondo me, il primo passaggio è analizzare gli strumenti, definire il loro utilizzo, stabilire una tolleranza nel campo di utilizzo. Magari si fa, per ogni strumento, una scheda riassuntiva di tutta sta roba.

Ovviamente lo strumento che scelgo per una certa misurazione deve avere una risoluzione più piccola della tolleranza, altrimenti non vedo nulla.
Altrettanto ovviamente, lo strumento deve essere sufficientemente accurato.
E con tutto questo dovrei aver stabilito i requisiti e quindi assolto al punto a).


Per il punto b), cioè per accertare l'adeguatezza dello strumento ai requisiti che ho stabilito, lo faccio tarare.

Certificato alla mano, posso valutare se lo Strumento sia adatto alle misurazioni che devo fare, cioè se soddisfa i requisiti.


(27-06-2016, 08:29)Ang3l4_86 Ha scritto:  Questo perchè il mio capo dice che non vuole prendere come riferimento massimo l'accuratezza dello strumento da specifica del costruttore, ma bensì dice: "magari io non ho bisogno di utilizzare al massimo delle sue potenzialità lo strumento. Di quanto mi posso discostare dal dato del costruttore.

Il tuo capo potrebbe aver ragione (a volte succede che anche i capi abbiano ragione, raramente, ma succede), ma se non prendo le specifiche del costruttore come requisito da rispettare, le specifiche le devo stabilire io in base a quel che mi serve.
Di quanto mi posso discostare dal dato del costruttore? Di quanto ho stabilito nella fase a).
Lo strumento S mi serve per misurare 100
La grandezza 100 per me ha una Tolleranza di ± 1

Il certificato di taratura mi dice che lo strumento S
Che dovrebbe avere un’accuratezza di 0,05
In realtà
Alla grandezza 100
Indica 100,1
Con una incertezza estesa di 0,1
Posso stimare che lo strumento ha un’incertezza di funzionamento (comprensiva dell’errore di accuratezza, cioè dello scostamento tra l’indicazione dello strumento e il valore “vero” della grandezza) di 0,2.

Il rapporto tra la tolleranza e l’incertezza è 5:1 e ho quindi accertato che lo strumento rientra nei requisiti che avevo stabilito.
(ci sarebbe un discorso complesso su come effettuare l'integrazione tra contributi derivanti da errori casuali e quelli derivanti da errori sistematici ma non ne so abbastanza per potermici cimentare e lascio volentieri la parola a chi ne sa di più, io ho molto semplificato sommando l’errore di accuratezza all’incertezza).


(27-06-2016, 08:29)Ang3l4_86 Ha scritto:  Ad esempio:
Ho un Gaussmetro+sonda utilizzato sulla linea con accuratezza in lettura (letto sul Datasheet dello strumento): +/- 0,75 (in DC). Dall'ultimo certificato di taratura: mi risulta fuori specifica. Ossia lo scostamento nel range di mio interesse è maggiore di 0,75 Gauss.
Mi fermo.
Mi fermo perchè di campi magnetici so meno di niente, e mi sa che realizzare una Gage R&R di tutti gli strumenti diventa pesantino anzichenò.
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#10
(27-06-2016, 08:29)Ang3l4_86 Ha scritto:  [quote='Incerto' pid='2505' dateline='1466783929']
[quote='Ang3l4_86' pid='2499' dateline='1466409248']
Ad esempio:
Ho un Gaussmetro+sonda utilizzato sulla linea con accuratezza in lettura (letto sul Datasheet dello strumento): +/- 0,75 (in DC).
Dall'ultimo certificato di taratura: mi risulta fuori specifica. Ossia lo scostamento nel range di mio interesse è maggiore di 0,75 Gauss.

Ora mi è stato detto ma io ho necessità che sia per forza sotto a 0,75? non posso avere una precisione meno restittiva?
Aiutatemi a capire come posso ragionare in tal senso. Come ottenere il mio limite massimo. Questo intendevo per accettabilità. Si può assimilare questo concetto alla riproducibilità e quindi fare una Gage R&R? (magari ho detto una sciocchezza)

Da specifica tecnica del nostro prodotto(fabbricato in azienda) ho che il mio prodotto deve resistere fino a 300 Gauss applicati (quindi non ho una tolleranza, bensì un >300 G).

Spero di essere stata più chiara e che possiate darmi una grande mano. Grazie mille
Grazie infinite Incerto per i preziosi consigli.
Il Gaussmetro era un pretesto per capire come procedere quando ho una specifica tecnica dove non ho una tolleranza ma bensì >300 G (potrebbe essere anche >3500 V nel caso del dielettrimetro). In questo caso non è importante la grandezza da misurare. Ma come fare quando ho solo il limite inferiore.
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