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Calcolo dei gradi di libertà effettivi
#1
Ciao a tutti,
un ispettore accredia mi ha fatto notare, durante una visita ispettiva, che nel mio foglio di calcolo utilizzato per la taratura interna dei termometri avevo sbagliato a inserire K=2 per il calcolo dell'incertezza estesa in quanto non avevo calcolato i gradi di libertà effettivi. Premetto però che tutti i contributi tra cui anche quello di precisione (calcolato su 5 misurazioni di temperatura) li ho considerati di categoria B e quindi con infiniti gradi di libertà. Mi ha suggerito di portare a 10 le muisurazioni in modo tale da evitare di calcolare i gradi di libertà effettivi perchè solo in questo modo K può essere considerato uguale a 2 (come riporta la documentazione di ACCREDIA-DT SIT Doc-519.).Secondo voi è sbagliato considerare il contributo della precisione come una componente di categoria B?
Grazie
L’unica cosa certa di una misura è la sua incertezza
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#2
Ciao Massimo cercherò di risponderti utilizzando le mie esperienze personali che ho in laboratorio termometrico, e le pessime competenze in matematica e statistica.

Solitamente per questo tipo di misure, in caso di termometri digitali con indicazione diretta della temperatura, si eseguono 5 misure e si utilizza lo scarto tipo delle misure come contributo di incertezza di tipo B, quindi con infiniti gradi di libertà. L'ispettore ti ha dato un ottimo consiglio perchè raddoppiare il numero di misure ti darà un'ottima conoscenza del dato che stai misurando, quindi a maggio ragione potrai attribuire infiniti gradi di libertà al tuo contributo d'incertezza. Se invece si parla di una misura di temperatura eseguita in modo indiretto, cioè misura di resistenza o tensione, eseguita su una termoresistenza o termocoppia il discorso cambia e si devono utilizzare le indicazione del documento:
http://www.accredia.it/UploadDocs/4483_SIT_Tec_002_01.pdf
che consigliano di utilizzare un calcolo statistico su più misurazioni utilizzando il numero effettivo di gradi di libertà in funzione del numero di misure eseguite. I paragrafi 9.2 e 9.3 sul documento precedentemente menzionato potranno aiutarti per capire meglio la situazione.
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#3
Quindi entrambi abbiamo ragione.. Non sbagliavo a considerare la lettura ripetuta di un termometro digitale con una distribuzione di tipo uniforme (rettangolare).
L’unica cosa certa di una misura è la sua incertezza
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#4
Per un digitale non sbagliavi, anche perché o leggi 1 o 0 o -1.
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#5
Cmq esiste una grande confusione in merito... Ammetto di non essere un esperto ma ho visto fogli di calcolo dove la deviazione standard era utilizzata come grandezza in ingresso per il calcolo dell'incertezza composta.... Ma è corretto?
L’unica cosa certa di una misura è la sua incertezza
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#6
Si perché non dovrebbe essere corretto??
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#7
Scusa ma non andrebbe divisa per la radice quadrata del numero di osservazioni?
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#8
Si va riportata a scarto tipo secondo la distribuzione di probabilità che si decide di utilizzare.
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#9
Appunto...

credimi è un foglio di calcolo distribuito ad un corso sulle tarature...
L’unica cosa certa di una misura è la sua incertezza
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#10
Ma... Bisognerebbe vederlo per giudicare.
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